Archeolab

Il progetto Archeolab – appartenente all’ambito dell’archeologia sperimentale – è un laboratorio didattico attraverso il quale i fruitori entrano in contatto con il reale mestiere dell’archeologo, acquisendo consapevolezza della scientificità dei metodi della ricerca archeologica attualmente impiegati.

Si tratta di uno strumento/contesto di apprendimento esperienziale che insegna come vengano utilizzate le metodologie delle scienze naturali per ottenere risultati in ambito storico-culturale.

Il contatto diretto con i materiali archeologici, autentici, consente inoltre – essendo fine ultimo dell’archeologia – di risalire alle varie epoche storiche e loro ricostruzioni.

Attraverso questa nuova prospettiva e conseguenti risultati, si trasmette agli allievi il concetto di bene culturale come bene comune, e la consapevolezza che la ricostruzione storica che ne deriva è anch’essa patrimonio condiviso.

L’Archeolab consiste in uno scavo simulato all’interno di un box di legno di 1,50 x 1,50 m, profondo 50 cm, riempito di terra a strati (cosiddetta “torta”).

La successione degli strati riproduce un modello di deposizione analogo a quello che si può rinvenire in uno scavo archeologico urbano dell’abitato, caratterizzato dall’alternanza di strati di origine naturale e antropica.

Lo strato basale riproduce un livello di origine naturale (costituito dalle pietre di medie dimensioni associate a ghiaia ed una matrice sabbiosa); gli strati che si susseguono sopra ad esso contengono materiali archeologici di recupero appartenenti a diverse epoche affinché possa simularsi una sequenza di frequentazioni umane che vanno dall’età protostorica a quella contemporanea.

 

Nello specifico la scansione degli strati dal basso verso l’alto è la seguente:

 

  1. a) substrato naturale;
  2. b) età preistorica e/o protostorica;
  3. c) sedimento alluvionale;
  4. d) età romana;
  5. e) sedimento alluvionale;
  6. f) età medioevale;
  7. g) età rinascimentale.

 

Sulla superficie si dispongono oggetti riferibili all’epoca contemporanea (lattine e/o plastica).

Imparando a distinguere le diverse caratteristiche (impasto, colore, forme) della ceramica prodotta nelle varie epoche e associando questo dato alla posizione dello strato all’interno della sequenza, gli alunni acquisiscono il concetto del “Principio di sovrapposizione”, che l’archeologia ha preso in prestito dalla geologia; in tale ultima disciplina infatti i markers, cioè gli elementi guida per la determinazione cronologica, sono i fossili mentre in archeologia è la ceramica.

Semplificando possiamo affermare che in un ordine crescente di strati si passa dal più antico a quello superficiale più recente.

 

Il Circuito attorno Al Box

Ultimato lo scavo di una unità stratigrafica (US) i partecipanti si dispongono attorno al box per le seguenti fasi di lavoro:

 

  1. raccolta dati: avviene riportando i dati e disegnando ogni strato sulle apposite schede dell’ Unità Stratigrafiche semplificate;
  2. lavaggio: il materiale rinvenuto all’interno dell’US viene lavato in acqua tiepida;
  3. asciugatura: il materiale lavato viene collocato su appositi tavolini;
  4. classificazione: i reperti vengono suddivisi in classi (ceramica, mosaico, ossa, conchiglie, carbone);
  5. restauro dei reperti: utilizzando nastro adesivo di carta, i frammenti ceramici vengono attaccati fino a ricomporre una forma vascolare intera (“Ricerca attacchi”);
  6. realizzazione dei pendagli storici: i pendagli seguono il tema dell’evoluzione dell’uomo e del paesaggio.

 

Strumenti

Box in legno riempito di terra, trowel – di dimensioni appropriate ai ragazzi – palette, secchi, lavagnetta, gesso, lenti di ingrandimento, Munsell color soil chart[1], schede US semplificate, carta millimetrata, matite, matite colorate, metri, bussola, tavolini, cartoncini e spaghi da colorare, sassolini.

 

Obiettivi:

 

  • acquisire i concetti appartenenti ai processi formativi del record archeologico;
  • assimilare con il gioco spontaneo il concetto spazio-tempo dato dalla sovrapposizione fisica di sedimenti avvenuta in un ampio arco cronologico;
  • scoprire che nel sottosuolo c’è un mondo tutto da conoscere e che i reperti archeologici non si trovano solo nei più noti siti archeologici o in paesi esotici ma possono essere rinvenuti anche sotto la strada che percorriamo tutti i giorni.

 

Risultati attesi:

 

  • stimolazione del processo di apprendimento, motivazione e creatività, collocando un artefatto/manufatto all’interno del proprio contesto di rinvenimento;
  • ricostruzione del paesaggio antico attraverso l’individuazione e lo studio dei reperti vegetali (archeobotanica);
  • conoscenza circa le varie tipologie di animali esistenti in epoche remote (archeozoologia).

 

Attraverso la sperimentazione diretta si stimola il processo di formazione del ragionamento, che viene supportato dall’associazione dei simboli: se in uno strato non emerge alcun tipo di materiale, lo strato è di origine naturale; il rinvenimento invece di manufatti ceramici, tessere musive, gusci di gasteropodi, semi, ossa animali, denota l’ intervento dell’uomo in riferimento allo strato interessato.

Gli alunni imparano a contestualizzare gli artefatti attribuendo loro il valore di “dato” e non di fine ultimo della ricerca. Questa “materialità”, che costituisce in molti casi la base delle nostre conoscenze storiche, permetterà di avvicinarsi con maggior consapevolezza a tali discipline e di comprendere ed integrare meglio i percorsi museali.

In ultima analisi, superando la fascinazione della figura romantica dell’archeologo “cacciatore di tesori”, viene restituita a questa figura una dimensione reale calata pienamente nel contesto della ricerca scientifica.

 

 

Scavo microstratigrafico di un vaso ossuario.

 

Descrizione

All’interno di alcuni vasi di dimensioni variabili viene riprodotto un contesto funerario (deposizione ad incinerazione) con i relativi elementi di corredo riferibili al defunto. Gli alunni affrontano così il microscavo di un “contesto chiuso” con attrezzi di precisione e la redazione della relativa documentazione tecnico-scientifica (disegno della sezione del vaso con il posizionamento degli elementi rinvenuti al suo interno; redazione della relazione sintetica dello scavo).

 

Strumenti

Vasi di dimensioni variabili di terracotta o contenitori in plastica riempiti di terra; frammenti ceramici, monili, monete, ossa combuste riprodotte con materiali non organici; attrezzi da scavo.

 

Obiettivi:

 

  • Acquisire i concetti appartenenti ai processi formativi del record archeologico su piccola scala;
  • Assimilare con il gioco spontaneo il concetto spazio-tempo dato dalla sovrapposizione fisica di sedimenti avvenuta in un ampio arco cronologico;
  • Sperimentare la realtà dello scavo di laboratorio mettendo alla prova lo spirito di osservazione.

 

Risultati attesi:

 

  • stimolazione del processo di apprendimento, motivazione e creatività, collocando un artefatto/manufatto all’interno del proprio contesto di rinvenimento;
  • ricostruzione delle forme rituali di un particolare aspetto della vita quotidiana quale quello funerario, basandosi sull’osservazione delle dinamiche deposizionali antropiche e naturali; infine arrivare all’ipotesi dell’identificazione del genere e dell’età del defunto sepolto tramite l’analisi del corredo di accompagno.

 

 

Laboratorio di restauro “Vaso Fortuna”.

 

Descrizione

All’interno di piccole cassette viene riprodotta una sequenza di strati costituita da (partendo dal basso) un livello di ghiaia che rappresenta il substrato naturale, uno strato di sabbia che imita un’alluvione, un corpo sedimentario di terriccio scuro che riproduce il deposito antropico (la sequenza può essere calibrata con una maggior articolazione a seconda dell’età dei partecipanti).

Utilizzando trowel e pennellino, gli alunni dovranno scavare i sedimenti e recuperare i frammenti ceramici sparsi in modo caotico all’interno dello stato antropico.

In ogni cassetta sono presenti solo alcuni frammenti di un vaso intero, il Vaso Fortuna, che deve essere ricomposto ricercando i punti di congiunzione tra i diversi pezzi.

Per fare ciò, è indispensabile che i ragazzi interagiscano tra loro e collaborino per il raggiungimento del comune obiettivo. Una volta lavati, schedati e siglati con inchiostro a china, i frammenti saranno poi uniti con nastro adesivo di carta e successivamente incollati.

Una volta ricomposto il vaso, si procederà con la sua catalogazione e il relativo disegno.

 

Strumenti

Vaschette di plastica riempite di sabbia, ghiaia, terra; frammenti ceramici; attrezzi da scavo.

 

Obiettivi:

 

  • Acquisire i concetti appartenenti ai processi formativi del record archeologico su piccola scala;
  • Stimolare con il gioco spontaneo il concetto spazio-tempo dato dalla sovrapposizione fisica di sedimenti avvenuta in un ampio arco cronologico;
  • Stimolare il lavoro di gruppo e l’interconnessione tra i partecipanti.

 

Risultati attesi:

 

  • stimolazione del processo di apprendimento, motivazione e creatività, collocando un artefatto/manufatto all’interno del proprio contesto di rinvenimento;
  • spinta al lavoro di gruppo e alla collaborazione.

 

 

Pendagli storici.

 

Descrizione

L’attività consiste nel colorare piccole immagini su carta a tema (ad esempio: l’evoluzione dell’abitazione umana nel corso della storia, lo sviluppo delle forme ceramiche attraverso diverse epoche, oppure semplicemente immagini di animali attraverso le diverse fasi di sviluppo), e rilegarle, in successione cronologica tra loro, con lo spago. La visualizzazione di questa sequenza – simulando un’evoluzione cronologica dell’esperienza umana in cui sono evidenti un “prima” e un “dopo” – aiuta a comprendere il concetto di tempo e contestualmente quello di sovrapposizione tra gli strati.

 

Strumenti

Disegni, matite colorate.

 

Obiettivi

Acquisire attraverso tale esperienza ludica il concetto di “sovrapposizione” (stratigrafia) e di “trasformazione nel corso del tempo” (evoluzione).

 

Risultati attesi

Stimolazione del processo di apprendimento.

Per le suddette attività è richiesto un abbigliamento adeguato ad attività di scavo: pantaloni, scarpe comode e chiuse.

Inoltre: per le attività esclusivamente inerenti lo “Scavo microstratigrafico di un vaso ossuario” gli interessati potranno partecipare al progetto alternativo, indicato e pensato anche per le famiglie, Progetto “Archeonautica: lo sbarco degli “archeonauti” nella tua città.

 

Coloro che parteciperanno alle attività indicate saranno tutelati dalle relative normative sulla sicurezza e assicurati a norma di legge.

 

[1] Piccolo volume contenente diverse tavole con dei quadratini colorati riferite ad ogni singolo colore che si può registrare in natura.